All'estremo confine della Valle Camonica in provincia di Brescia, ai piedi del monte Gavia, a 1580 metri sul livello del mare si trova la rinomata fonte di Santa Apollonia.
L'uso dell'acqua di tale fonte quale medicamento risale a un'epoca remota, fino a quando, nel 1784, una frana travolse l'edificio che fungeva da stabilimento idroterapico e con esso seppellì la fonte.
Dopo alcuni anni, nel 1857, la fonte venne riaperta e la fama degli effetti salutari, quasi miracolosi, di quest'acqua si sparse ovunque in brevissimo tempo.
Molti chimici, geologi e medici illustri studiarono le proprietà dell'acqua della fonte di Santa Apollonia; tra questi il chimico padre Ottaviano Ferrari direttore delle farmacie degli Ospedali Fatebenefratelli fece un'analisi accuratissima che servì ad iniziare gli studi per raccoglierla e applicarla.
Per rendere possibile il soggiorno in quella valle e per diffondere l'uso di quest'acqua a domicilio e assicurarne la sua composizione, venne eretto uno stabilimento climato-idroterapico.
La struttura termale e farmaceutica è restata in attività fino al 1950, in seguito, per cause di vario genere, non venne rinnovata la concessione Regionale e vennero tralasciate le analisi di routine obbligatorie previste da Ministero della Sanità. Nel 1999 venne costituita la società S.Apollonia con l'obbiettivo di rivalorizzare le proprietà dell'acqua. Gli studi effettuati a seguito di approfondite valutazioni idrogeologiche confermarono che le proprietà dell'acqua erano rimaste inalterate e quindi era possibile rivalutare questa antica fonte.
Recentemente la società S.Apollonia ha deciso di indirizzare le proprie risorse in un progetto che prevede la costruzione, in prossimità della fonte, di uno stabilimento per l'imbottigliamento dell'acqua minerale, in quanto la carenza di posti letto nel comprensorio di Pontedilegno esclude, almeno per il momento, la possibilità di intraprendere l'attività Termale.